Evidenti cambiamenti

È esattamente questo il riassunto dell’ultimo anno passato.
Un anno fa iniziava il mio periodo più nero, fatto di ospedali e tanta paura.
Ieri danzavo come non riuscivo a fare da anni.
Ed ho scelto di farlo con lo stesso identico vestito. Perché io le tradizioni le adoro.
L’ho tagliato, cucito, trasformato ma è esattamente lo stesso.
Proprio come è successo a me. Tagliata e cucita ma sempre io.
Ed è per questo che per me ieri è stato un giorno di festa, felicità e soddisfazione.
Perché, nel buio totale, comunque posso dire di avercela messa tutta.
Non c’è altro da dire.

 

18835828_10213182275249821_7125482056836207220_n

 

L.

Il mare…

E questa volta tra una visita e l’altra c’è il mare. Cosi, forse, ne vale addirittura la pena.
Mi ero dimenticata le cuffiette e il libro, quindi senza nessuna distrazione il cervello parte e va dove vuole.
Sempre gli stessi pensieri, sempre le stesse tristezze.
Arriva un momento della vita in cui devi scegliere tra la tua felicità e quella degli altri. Purtroppo se scegli la seconda le conseguenze sono molto più amare del previsto.
Però non si scappa. Arriva, poi, anche il momento in cui devi fare i conti con te stessa. E farlo per caso, davanti al mare, è meno inquietante.
Quando vorresti camminare fianco a fianco con le certezze della tua vita e invece ti trovi sola a doverle rincorrere, in questo mondo e in un altro.
Cercando mille distrazioni, infiniti modi per non pensare.
Ma da questo non si scappa all’infinito.
Il mare chiama, il cuore anche. Ed a rispondere non si può essere sempre da soli.

14925326_10211038338172734_2479517471372283304_n

L.

 

Si cambia musica.

Eccoci.

Dicono che l’essere umano debba riporre totale fiducia nei medici. Perché i loro anni di studio, tanti, servono proprio per cercare di dare il meglio al paziente.
Io sono d’accordo. Motivo per cui sono stata quattro anni in cura al Policlinico Umberto Primo di Roma.

Dopo che ne ho passate tante, dopo che ho rischiato davvero molto. Dopo aver subito parecchi errori medici ho deciso di dargli un’ulteriore possibilità.

Nel contempo, però, penso che un bravo medico sia colui che continua a reputarsi un umile essere umano. Una persona che può sbagliare e poi fare di tutto per rimediare ai propri errori. E’ umano.

Io invece, anche con l’ennesima possibilità che gli ho concesso facendo la mia seconda operazione, ho incontrato un essere umano che non mette in conto la possibilità di aver sbagliato. Anche se il mio braccio non si muove più come prima.

Questa penso sia la più grande mancanza di rispetto.
Quindi ho deciso di cambiare ospedale. Sono passata da un policlinico ad un altro.

Dall’Umberto Primo a Tor Vergata, sempre a Roma, la città in cui sopravvivo.

Sarò ricoverata venerdì, ricomincio tutto da capo.

Spero di poter raccontarvi una nuova storia, fatta di successi, sorrisi, allegria e speranza.

 

L.

Questa è stata l’esperienza più brutta della mia vita. Per ora.
In ospedale non avevo la possibilità di utilizzare il computer, per le condizioni in cui ero.
Ho cercato di sfruttare facebook per poter far sentire la mia voce.
Mi sono sentita una nullità, un essere abbandonato…”perché tanto che importa?”
Vi riporto qui quindi tutto ciò che ho scritto, per farvi capire cosa è accaduto.
Vi avverto….sarà un racconto molto molto lungo…
Preparate cuore e fegato. Sedetevi comodi e concedetemi del tempo.
screenblog1
Dovevo però subire un’operazione.
I miei linfonodi si stavano gonfiando sempre di più, sono andata ad un controllo ed hanno deciso di operarmi urgentemente per sospetto linfoma.
screenblog2screenblog3screenblog4screenblog5screenblog6screenblog7screenblog8
Queste le condizioni della sedia a rotella di cui vi ho scritto:
imgblog1
E ancora:
screenblog9screenblog10screenblog11
screenblog12screenblog13screenblog14
Questa è l’evoluzione della mia ferita. La foto delle ultime ore non le ho fatte perché non riuscivo neanche a tenere gli occhi aperti…. Era diventata un palloncino che “pulsava”…il classico battito del cuore sentito altrove…
imgblog2
screenblog15
screenblog16
Questo giusto per farvi capire la mia filosofia di vita: crearsi motivi per sorridere SEMPRE.
screenblog17.png
screenblog1813880344_10210203552143605_8994382427438461954_n.jpg
screenblog19screenblog20screenblog21screenblog22
15 Agosto.

Una delle mie espressioni di felicità è sicuramente mangiare arrosticini.

TUTTE le persone che mi sono venute a trovare mi hanno portato come regalo del cibo. Questo vuol dire che sono stata brava io a far capire quali sono le cose essenziali della mia vita e bravi voi ad ascoltarmi!!
Ferragosto in the hospital with arrosticini, thanks mum and dad!! Ora posso decisamente tornare a casa felice!!!
#hospitallife #lauraegliarrosticini #unicograndeamore #gioiainfinita#thanksmumanddad

13892118_10210248716192678_3275114974833754931_n

screenblog23

Per il momento la finisco qui…penso di essermi dilungata anche troppo…
Ma purtroppo la storia continua….

DayHospital rulez

Anche oggi DAYHOSPITAL.

In questo mese, luglio, è il quarto giorno consecutivo. E devo dire che mi sta andando anche bene…. ho passato mesi in cui mi sono fatta 20 giorni di dayhospital o più.

Arrivo la mattina presto, vado ad avvertire che sono arrivata e  mi accomodo nel mio letto. Ho scelto quello al centro con lo schienale recrinabile, anche se non lo utilizzo mai ( ho paura di trovarlo rotto e lì si che sarebbe una sconfitta!!!) ma sapere che anche il mio letto potenzialmente potrebbe avere qualche funzionalità in più mi fa stare meglio. E al centro perchè quando arrivano altre persone gli infermieri posizionano quelle tende bianche che dicono siano per tutelare la mia privacy e sì, fa un sacco film americano o serie tv, tipo gray’s anatomy.

Oggi, in particolare, mi hanno tolto 14 provette di sangue. A quanto dicono voglio analizzare “tutto tutto tutto” senza lasciare nulla al caso.

Ci riescono sempre a convincermi con le parole.

A volte a parole sarebbe tutto bello e perfetto, poi però io continuo a stare male e se fosse per loro sarei ancora imbottita di cortisone e super farmaci vari. Altre volte anche le parole fanno schifo.

Gli ho dato tutto il sangue che volevano e gli ho dato per l’ennesima volta fiducia. Poi mi sono fatta la mia bella dose di trimeton (antistaminico) e poi dritta a lavorare.

Sì, perchè sto comunque continuando a lavorare. Sono molto cocciuta e non voglio abbandonarmi al mood da malata. Anche se ho un certificato che mi esonera per l’intera giornata, quindi non so neanche se me le pagheranno queste ore.

Ma sono ancora nel periodo di prova e non voglio in alcun modo che questa situazione vada a compromettere il mio lavoro. Comprensibile no?

E’ faticoso.
Tanto faticoso.
Ma il bello della vita è anche scoprire di avere sempre la forza sufficiente per affrontare le sfide sempre più grandi che ti si propongono.

 

L.

Un giorno come un altro.

Il vero inizio del mio racconto.

E’ il primo articolo che scrivo sul mio nuovo blog.

Cercherò di rendervi partecipi delle avventure strampalate che, soprattutto in questo ultimo periodo, caratterizzano la mia vita.

Il mio obiettivo è quello di raccontarmi, di far capire che dietro ad una vita apparentemente semplice si può nascondere tutt’altro. Ma è anche quello di trovare “miei simili” per condividere un percorso insieme e di arrivare a persone che potrebbero davvero essermi d’aiuto.

In realtà tutti voi che state leggendo potreste essere un potenziale aiuto… come? aiutandomi a condividere, a far girare le mie parole. Potrebbero arrivare a qualcuno interessato al mio caso o anche solo disposto ad aiutarmi.

Ho deciso di sfruttare il lato positivo della rete e di internet: l’umanità delle persone e la condivisione simultanea in qualsiasi momento in qualsiasi parte del mondo.

Ho deciso di credere in questo e di considerare questa una delle mie ultime possibilità.

Spero di non sbagliarmi.

L.